03Jun

European Art Magazine, AnnoVI, edizione n.28, 7 gennaio 2008

Marmo, bronzo, terracotta, ferro e legno: materiali duri che si ammorbidiscono sotto l’estro creativo dell’artista e che si trasformano in guerrieri e guerriere. Materiali antichi, nobili e non tradizionali che si fanno portatori di messaggi nuovi attraverso personaggi che rappresentano la quotidiana lotta con il  mondo e con se stessi. Questa in sintesi la poetica di Andrea Oliva, giovane artista milanese alla quale Spazio Bazzini 15 dedica in questi giorni una personale, curata da Giancarlo Chielli.

La mostra, visitabile sino al 15 gennaio 2008, è costituita da sculture e bassorilievi realizzati dall’artista dal 1994 sino ad oggi. Le opere sono unite da un filo conduttore, da un personaggio chiave, uomo o animale: il guerriero.

“La storia del mondo è costellata di guerre  – sottolinea Andrea Oliva -  così come uomini e donne hanno a che fare quotidianamente con conflitti, fuori e dentro di sé. Il guerriero del mio immaginario è quello rinascimentale, figura che aveva contatto diretto con la paura, il dolore, la forza, il sangue. Dotato di forte senso dell’onore, del coraggio”.

Si potrebbe pensare alla mostra “Est-Ovest” come una mostra totalmente orientata al maschile. Al contrario qui troviamo sensualità e grazia, figure morbide, flessibili. Corpi che trasmettono una forte sensualità. Ci troviamo di fronte anche a donne guerriere e madri guerriere. “Credo che la donna viva una forte conflittualità interiore durante la gravidanza. Le donne sono scisse idealmente tra l’istinto materno, l’essere destinate ad essere madri e il cambiamento radicale che questo porta con sè”.

“La scultura di Andrea Oliva richiama immagini di guerrieri assorti nella loro atemporalità, figure plastiche dove la sintesi formale si evidenzia in un modellato dinamico che richiama la memoria di maestri quali Boccioni e Archipenko-  sottolinea il curatore della mostra, Giancarlo Chielli – Nulla in esse è casuale: il volume espresso dalle figure  è frutto di una costruzione logica della figura ricavata  da una serie di linee dinamiche trattenute da una forza che possiamo definire interiore:la consapevolezza dell’essere in un luogo e in uno spazio eterni”.

Ma di che pasta sono fatti i guerrieri di Andrea Oliva? Sono uomini e donne che combattono sempre ma che indossano l’armatura solo in battaglia. Che hanno, come ogni essere umano, un’armatura dentro e fuori di sé. Che vivono i propri conflitti interiori, che portano scudi, maschere e cotte per difendersi dall’incertezza e dall’incognita rappresentata dagli altri e dal mondo, ma che possono dirsi davvero uomini e donne quando mostrano se stessi in tutta la loro forza e fragilità.

di Simonetta Tocchetti
simonetta.tocchetti@libero.it


03Jun

Zone scoperte

Zone scoperte

“Andrea Oliva ci mostra strutture in ferro che si rapportano all’anima umana, luogo in cui le sovrastrutture sociali ancora non sono state sovrapposte. Il suo è un processo di sintesi molto complesso. E’ un togliere per dare alla fin fine il senso puro di ciò che siamo. E’ al tempo stesso un modo di non appartenenza, in attesa di un vestito che ne attesti la funzione.”

Luca Pietro Vasta, in  “ Zone Scoperte. Accademie di belle arti. Arte giovane contemporanea”, a cura di Giancarlo Chielli, Rubbettino editore, 2008.

 


03Jun

EST-OVEST

EST-OVEST

“La scultura di Andrea Oliva richiama immagini di guerrieri assorti nella loro atemporalità, figure plastiche dove la sintesi formale si evidenzia in un modellato dinamico che richiama la memoria di maestri quali Boccioni e Archipenko. Nulla è casuale nelle sculture di Oliva; il volume espresso dalle forme è frutto di una costruzione logica della figura ricavata da una serie di linee dinamiche tratenute da una forza che possiamo definire interiore: la consapevolezza dell’essere in un luogo e in uno spazio eterni”.

Giancarlo Chielli, 2007

 


03Jun

Talenti

Talenti

“Elemento che accomuna le opere è il movimento, e il ritmo dei volume. Le figure si collocano perfettamente nello spazio entrando in risonanza con lo spettatore che affascinato cerca di capirne le prospettive più nascoste. La materia è forte ma non priva di una certa dolce raffinatezza”

Camaver Kunsthaus, Lecco  2005

 


03Jun

Andrea Oliva: L’essere nella terra:

Andrea Oliva: L’essere nella terra:

“In un periodo di Kitsch culturale ed artistico A.Oliva, in virtù di un linguaggio plastico del tutto singolare, offre al fruitore un messaggio di elevazione per l’umanità. [….]

Oliva riversa nell’operato il suo realismo e, tramite il dinamismo della forma plastica, sembra voler celebrare un cantico di amore alla vita. Un’atmosfera inquietante, ma accompagnata e sostenuta da un acceso lirismo che conferisce spiritualità alla materia stimolando nel fruitore una sorta di empatia.”

Donatella Carraro, ARTECULTURA n.9, 1995